giovedì 17 agosto 2017

Abruzzando bis…e i 50.000 km!

Strana e gradita coincidenza oggi. Al rientro da questo bel giro a poche decine di metri dall’ingresso nel garage il contachilometri della moto ha segnato 50.000 km! Auguri!

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Già, direi proprio bis, sia perché non sono passati 4 mesi dall’ultima girata tutta abruzzese con Alberto ma soprattutto perché oggi sono tornato a Campo Imperatore dopo esserci stato…appena ieri con mia moglie!

E così oggi in solitaria mi sono più o meno inventato questo giro con l’intenzione di tornare a Campo Imperatore passando dalla strada che collega Santo Stefano di Sessanio direttamente a Fonte Vedica: la famosa strada percorsa quel famoso 28 gennaio del 2008, allora completamente innevata!

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Devo dire che ancora una volta la voglia di muoversi stenta a farsi sentire ma non appena mi sono levato di mezzo il tratto cittadino, supero il raccordo e comincio a sentire odore di montagna la voglia di andare in moto torna forte, spinta soprattutto dal ricordo delle strade già percorse.

Temperature gradevolissime, a parte il versante adriatico a fondo valle ed il ritorno a Roma in autostrada da Celano: già dopo Arsoli era una fornace. E pensare che stamattina a Campo Imperatore, a tratti coperto, era freschino assai!

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Uscita a Tornimparte salgo rapidissimo con la bella 696 verso Campo Felice, l’aria è molto fresca, non ci saranno più di 20 gradi, limpida. Fermarsi a godersi lo spettacolo è sempre un piacere da non perdere. I colori estivi sono fantastici.

2017-08-17 11.37.53Raggiungo Rocca di Mezzo attraverso la comodissima galleria e mentre mi dirigo lì penso “chissà incontrare i cognati?” che hanno casa lì. Neanche a farlo apposta li vedo a spasso con il loro cagnolino. Mi fermo e ci mettono un po’ a riconoscermi; mezzora di chiacchiere e si riparte.

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La direzione è Santo Stefano di Sessanio e quindi scendo verso la valle aquilana passando da Terranera e Fontavignone, il panorama sull’altopiano delle Rocche è sempre bellissimo. Solito traffico lungo la zona industriale di Bazzano e finalmente sono a Barisciano: mi fermo a mangiare qualcosa sotto il pergolato di un piccolo bar in paese.

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La salita, fatta appena ieri in macchina, verso Santo Stefano di Sessanio in moto è tutta un’altra cosa, ovviamente! Ma ancora più bella e soprattutto riscoperta dopo diversi anni, quella da Santo Stefano a Fonte Vedica. I colori della terra riarsa e della vegetazione dal giallo all’ocra sono bellissimi con questa luce grigiastra a causa dei nuvoloni che incombono bassi, ma non pioverà. A tratti esce il sole.

Mi soffermo più volte a fare fotografie! Ma la sorpresa doveva ancora venire.

Ricordo ancora l’emozione mesi fa con Alberto quando a Campo Felice vedemmo due aquile volteggiare su noi.
Mentre mi dirigevo verso il valico di Capo la Serra, godendomi la strada lentamente, con la coda dell’occhio ho visto un rapace volteggiare e mi sono accostato fermandomi. E non una né due, ma almeno una dozzina di aquile che maestose scendevano alla spicciolata, alcune da quote altissime, appena un puntino nel cielo, sembrava che si richiamassero, e sparivano dietro un poggetto a meno di cento metri da me. evidentemente c'era una carcassa o roba simile. Tutto intorno un centinaio di corvi e cornacchie in attesa a debita distanza. Che spettacolo! Indimenticabile.

Così come indimenticabile, e lo sarà per anni, è la tristezza nel vedere il prato e la pineta incendiati qualche settimana fa per l’imbecillità di un turista e del suo barbeque che non avrebbe mai dovuto essere acceso!

Riprendo la mia strada verso Castel del Monte e mi lascio alle spalle il meraviglioso altopiano; da qui scendo rapidissimo verso Ofena per poi risalire sulla 696 di Forca di Penne. Per fortuna basta risalire poco in quota per sentire di nuovo l’aria fresca nonostante il sole splendente.

Al valico prendo verso destra, verso sud, per raggiungere la Tiburtina all’altezza di Torre dei Passeri con stradelle mai fatte prima che si aprono verso la distesa di colline che degradano fino all’Adriatico che si distingue appena nella foschia della calura.

La Tiburtina in questo tratto, sempre gradevole, mi porta rapidamente a Popoli, sono ormai sulla strada del ritorno e senza fermarmi prendo direttamente per Raiano. Sono sicuro che la statale sarà ancora chiusa all’altezza delle gole di San Venanzio. E così è.

Tutto sommato non è male. La piccola provinciale “Marsicana” verso Goriano Sicoli è stata rifatta da poco e si risale rapidamente; al bivio per Cocullo preferisco non allungare e punto verso la Tiburtina ormai a ridosso del valico di Forca Caruso. Discesa a Collarmele accompagnato da un vento molto teso e caldo, sosta rinfrescante e via d’autostrada-fornace a Roma.

Gran bel giro! Di seguito il link alle foto.



Inutile fare segnalazioni oggi. Tutti percorsi notissimi, a parte la piccola provinciale da Santo Stefano di Sessanio verso Campo Imperatore che offre paesaggi bellissimi.


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sabato 29 luglio 2017

Di Sibillini ma non solo…

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Dopo due mesi dall’ultima uscita si organizza al volo, tanto per cambiare, un’uscita.
Era un po’ che cartina alla mano mi sarebbe piaciuto lasciare la SS 80 all’altezza di Nerito e risalire verso l’altopiano che si pone tra questa e la Salaria all’altezza di Ascoli Piceno.
Avevo visto che si trattava di stradelle provinciali ma tutto sommato è valsa la pena arrampicarsi fin sopra Crognaleto (erano di Crognaleto i vigili urbani imboscati!) per godere di una vista da nord del massiccio del Gran Sasso. Maestosi a due passi da noi i due corni, la tipica morfologia di un accumulo glaciale ormai scomparso e ridotto forse ad un nevaio e le cime del massiccio verso sud. E dall’altro lato l’Adriatico verso Teramo, ben visibile nonostante la calura.
E grazie ad un cartello scopriamo che questo gruppo montuoso vanta ben tre cime oltre i 2400 metri di altezza!

Avremmo dovuto proseguire su provinciali verso nord per incrociare la Salaria ad ovest di Ascoli Piceno ma un po’ Google Maps che non aiuta granché a fornire visioni d’insieme un po’ il caldo decidiamo di ridiscendere verso Teramo e da lì la corsa sulla sempre bella SS 81 fino ad Ascoli.

Senza indugiare un pezzetto di Salaria ci porta al bivio per Roccafluvione, Comunanza ed Amandola che raggiungiamo rapidamente, una bella strada nel verde. Memori della sosta di due anni fa ci fermiamo a mangiare alla solita rosticceria-tavola calda “Mari e Monti”: gustosissime penne al pesto di zucchine con pinoli e pomodorini.

Dopo Amandola la strada verso nord si accompagna continuamente ad un bellissimo panorama del Monte Vettore ma soprattutto del Monte Porche e del Monte Sibilla, maestosi ed intagliati dalle gole dell’Infernaccio.

Anziché salire verso Sassotetto e Bolognola proseguiamo ed a Pieca prendiamo una bellissima provinciale che si arrampica rapida costeggiando il fiume Fiastrone, immissario ed emissario del bellissimo lago di Fiastra. Ci fermiamo qualche minuto a godere il meraviglioso colore turchese delle acque limpide con una certa invidia per i bagnanti presenti.

Dal lago raggiungiamo Muccia e da qui, attraverso il bellissimo altopiano di Colfiorito ed il valico omonimo lungo la vecchia statale di Serravalle del Chienti arriviamo a Foligno.

Il resto è Flaminia, con l’unico tratto gustoso tra Spoleto e Terni ma tutto sommato è stato solo asfalto rovente fino a casa.
 
Nota statistica. Quest’anno dopo aver saltato gennaio anche giugno è passato senza uscite. Devo ammettere che c’è una certa inerzia nel farmi venir voglia di uscire però una volta rientrato, anche col caldo di oggi, ti rendi conto che ne vale sempre la pena.

Segnalo:

SS 80 – come sempre, tutta bellissima con la salita al valico delle Capannelle divertente e tecnico.
SS 81 – ne ho parlato più volte. Tutta bellissima. Da Chieti ad Ascoli e viceversa.
SS 77 – da evitare assolutamente la nuova variante.

CORTINO

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sabato 27 maggio 2017

Senza fretta

Ecco finalmente un primo caldo, ma senza esagerare, soprattutto per quanto riguarda i passaggi in quota. Ed oggi non ne sono mancati.

Senza una meta particolare ma con l’obiettivo di rientrare verso il Circeo l’appuntamento alle 9 sulla A24 ci porta rapidamente a percorrere la bella e nota strada che da Vicovaro sale per Orvinio e Licenza verso la Salaria all’altezza di Poggio Moiano.

La sosta cappuccino ad Orvinio è ormai prassi ed il chiosco nel piccolo giardino ha riaperto con la bella stagione. Immancabili anche oggi i fortunatissimi carabinieri della locale stazione.

Raggiunta Antrodoco la SS 17 che lì inizia per arrivare fino a Foggia (!) ci porta rapidamente a L’Aquila passando per il bel valico di Sella di Corno. Stavolta ci va di lusso e riusciamo ad aggirare la cittadina: ci tocca il solito trafficatissimo tratto della zona commerciale ad Est della città.

Deviazione sulla SS 261 “Amiternina”, immersa nel verde e lungo la valle dell’Aterno, che offre a tratti scorci molto belli sul massiccio del Sirente a Sud, per un breve tratto si vede più in basso la bella strada che viene da Rovere e si aggancia alla Tiburtina. La cosa che come sempre desta molta impressione è incrociare qua e là dei piccolissimi borghi sparsi nel nulla, quasi del tutto disabitati con case quasi tutte chiuse, per non parlare della devastazione lasciata dal terremoto del 2009. Edifici messi in sicurezza ma ormai abbandonati e lasciati a sé stessi.

La nostra meta avrebbe dovuto essere Raiano attraverso le bellissime gole di San Venanzio ma come già accaduto in passato la strada era di nuovo chiusa. A questo punto cambio di programma. Si prosegue verso Forca Caruso e giù a Collarmele fino a prendere l’A25 per un breve tratto verso Cocullo ad evitare un lungo giro dal valico dell’Olmo. Niente da fare: la Tiburtina da Castelvecchio Subequo a Collarmele è uno spettacolo e, come sempre, praticamente deserta.

In mezzora siamo a Scanno, attraverso la bellissima strada delle Gole del Sagittario e la sosta al ristorante “La Valle”, a noi già noto, è d’obbligo. Ottima cucina abruzzese e prezzi contenuti!

Dopo un pranzo non proprio leggero ci rimettiamo in moto per raggiungere con un ampio giro l’A1 senza fermarci per niente fino a San Vittore. Passo Godi, da Villetta Barrea ad Alfedena lungo le belle strade del Parco, la salita e la discesa lungo l’alta valle del Volturno e le Mainarde Molisane con la vecchia SS 158, deserta come sempre perché tutti fanno la variante veloce. Non proprio deserta visti sia cavalli che mucche tranquillamente a spasso lungo la strada!

Il caldo a Venafro si fa sentire anche se oggi tutto sommato l’aria è sempre stata fresca e gradevole.

Alberto deve andare al Circeo, io a casa. Dopo un brevissimo tratto di autostrada fino a Pontecorvo mi decido ed esco anch’io.

Ultimi chilometri di belle strade passando da Pico e poi Lenola.

Il resto è trafficatissima Appia prima e Pontina dopo fino a Latina e poi Roma.


 

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lunedì 24 aprile 2017

Abruzzando

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Sole splendente, cieli azzurri, aria frizzante, anche troppo per essere ormai a fine aprile.
Ma vale sempre la pena percorrere certe strade.

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Ripercorrendo al contrario il giro dello scorso ottobre, ad eccezione del tratto lungo la 17 bis di Campo Imperatore abbiamo riscoperto strade molto note e per quanto riguarda Alberto la provinciale 602 del Valico di Forca di Penne è stata una novità.

Appuntamento alla solita stazione di servizio sulla A24 raggiungiamo velocemente l’uscita di Tornimparte e dopo una sosta cappuccino nel paese omonimo è stata praticamente tutta una tirata fino alla meta prefissata, il leggendario ristoro Mucciante, a Fonte Vedica. Una delle ultime volte credo risalga addirittura ad ottobre 2012! E, arrosticini a parte, la bellezza di quell’altopiano rende ogni commento superfluo.

E quindi via di SS 80 verso Teramo, sempre una bellissima strada che scorre veloce tra paesaggi notevoli e con i primi venti km fino al valico delle Capannelle tecnici e divertenti. A Teramo ci perdiamo tra le strade della città dopo aver preso convinti un bivio che indicava verso la SS 81 Piceno-Aprutina. Macché, il cartello c’era ma non le indicazioni successive. Usciti finalmente dalla cittadina riscopriamo questa bella strada che sale e scende sulle colline pedemontane con il massiccio del Gran Sasso sempre bene in vista ed oggi particolarmente affascinante per via dell’innevamento parziale.

Praticamente senza soste raggiungiamo Penne dove facciamo un secondo pieno di benzina e, nonostante siano già le 13, decidiamo di tirare, chiappe di ferro, per Campo Imperatore. E così lasciata la 81 una stradella a tratti bianca e scassata ma molto panoramica, taglia verso la 602 del Valico di Forca di Penne, decisamente migliore, ed in circa mezzora siamo al valico in direzione di Castel Del Monte con la splendida valle del Tirino qualche centinaio di metri sotto di noi e la Rocca di Calascio lontana che si stacca netta sulla cresta della cima di un colle.

Salita rapida e divertente verso Castel del Monte e ancora oltre verso i 1700 metri del Valico di Capo la Serra.

Un cartello di divieto di accesso dopo le 16, mai visto in questa stagione, ci mette in guardia ed al ristoro Mucciante chiediamo spiegazioni. Non potremo riscendere verso Assergi né verso Santo Stefano di Sessanio perché le strade sono chiuse e quell’orario verso Castel del Monte vale solo in caso di neve. In pratica, per far sì che gli utilizzatori degli impianti di sci di Campo Imperatore siano costretti a prendere la teleferica chiudono le strade di accesso anche se queste sono sgombre e pulite!

Per fortuna che stamattina non abbiamo intrapreso la salita dal Valico delle Capannelle ed abbiamo tirato dritto per Teramo.

Sosta ristoratrice con gli immancabili arrosticini, formaggio fresco e pane oliato!

Scendiamo verso Castel del Monte e da qui verso la SS 17 a Barisciano dove ci gustiamo un caffè prima di rimetterci in marcia via autostrada.

Deviazione a Carsoli da dove percorriamo la SS 5 fino a Vicovaro per risalire in autostrada.

Segnalo:

SS 80 L’Aquila-Teramo, tutta.
SS 81 Piceno-Aprutina, da Ascoli a Chieti. Tutta bella ma estremamente stancante se percorsa interamente.
SS 602 del Valico di Forca di Penne
SS 17 bis – Tutta. Dalla SS 80 verso Assergi, da qui a Campo Imperatore e giù fino a Castel Del Monte.

 

 

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sabato 11 marzo 2017

Un po’ di neve…

 



Tornare su strade note a distanza di tempo quando le strade sono divertenti è sempre piacevole, non stanca mai. E così, in questa giornata serena e piuttosto fresca, abbiamo organizzato al volo un bel giretto.

Da Passo Corese sulla Salaria raggiungiamo rapidamente il bivio per per Orvinio, percorrendo al contrario rispetto al solito una strada molto nota, e da qui scendiamo verso la Tiburtina passando da Vallinfreda e Riofreddo, toponimi che la dicono lunga sulle temperature medie di questi posti. Un altopiano assolato con paesaggi e scorci verso il Velino oltre Tagliacozzo ci accompagna per tutto il tratto.

La salita divertente verso il valico dei Colli di Montebove invita ad osare e così è stato, nonostante alla prima curva appena fuori Carsoli un po’ sabbiolina infida sull’asfalto mi abbia fatto pattinare sia l’anteriore che la posteriore! Capita! Sempre bella comunque la salita verso Marsia e la discesa verso Tagliacozzo col Velino ed il Sirente innevati che guardano da nord.

Evitiamo la noiosa Tiburtina tra Magliano dei Marsi e Pescina con un breve tratto di autostrada. Un venticello da nord rinfresca decisamente l’aria nonostante il sole alto nel cielo. E infatti salendo da Pescina verso il valico di Gioia Vecchio, noto anche come “passo del diavolo”
, l’aria si fa via via più fredda e intorno ai 1000 metri la neve ricopre abbondantemente prati e boschi d’intorno.

Dopo molto tempo diciamo che siamo andati a cercarci panorami innevati e data l’abbondanza dello scorso inverno non è stato difficile. Strade comunque particolarmente asciutte e pulite nonostante i tratti in cui la neve ci ha accompagnato ai lati della strada per parecchi chilometri.

La nostra meta è Alfedena, ristorante La Ruota: ogni volta che siamo stati qui a pranzo siamo stati benissimo, ed anche oggi non si sono smentiti!

Appurato che il valico di Forca d’Acero è aperto ripercorriamo la strada verso Opi ed al bivio si prende a salire. La bella strada invita ad aprire un po’ il gas ma le velleità corsaiole si ridimensionano subito dopo pochi km perché i tratti in ombra sono molto umidi ed a tratti ci sono strisciate di neve sulla strada che non è certo igienico incontrare in curva!

Con calma e rilassati ci godiamo il paesaggio fino a fermarci nel bellissimo bosco innevato quasi al valico di Forca d’Acero. Col sole quasi al tramonto la luce rende tutto ancora più bello.

Discesa lungo la mitica 666, un ultimo caffè ed un pieno a Sora e via di superstrada ed autostrada a casa.

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sabato 11 febbraio 2017

Passeggiando…

Dopo aver saltato a piè pari l’uscita di gennaio (dal 2007 è la prima volta!) visto che quest’anno è stato particolarmente rigido ci ritroviamo oggi che sembrava già quasi primavera, con tanto di alberi di mimosa già rigogliosi e margherite nei prati.

Senza una meta precisa abbiamo bighellonato su strade molto note ma sempre gradevolissime, dalla Braccianese alla Tuscia viterbese, un breve tratto di Cassia fino a deviare per Sarteano, tra i calanchi del senese meridionale e per concludere i bei paesaggi della SS 71 Umbro-Casentinese percorsa oggi ancora una volta tra Città della Pieve ed Orvieto e tante altre volte in tutta la sua estensione.
Forse l’unico tratto mai percorso prima la provinciale Onanese tra Onano ed Acquapendente.

Giornata decisamente mite, soltanto qualche nuvolone di passaggio che a tratti raramente celava il sole, ed un’andatura di passeggio senza fretta e senza mete precise, improvvisando. Va detto che comunque, laddove la strada lo permetteva, sempre molto asciutta, c’è stato spazio comunque per un’andatura divertente e più tecnica.

Merendina al solito posto ad Orvieto Scalo e via a Roma di A1.

Sosta pranzo a Chianciano Terme, tavola calda a noi già nota con maxi hamburger di chianina farcito nelle maniere più gustose possibili!

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Segnalo:

SS 71 Umbro-Casentinese che da Orvieto porta fino in Romagna a San Piero in Bagno.

 

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sabato 10 dicembre 2016

Arrivederci al 2017

 

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Una giornata così a noi veterani dei –8 °C (Roccaraso, 28 gennaio 2012) ci fa sentire quasi a Primavera! Scherzi a parte nonostante le premesse e comunque ben coperti questa passeggiata di fine anno ce la siamo goduta per bene. Il sole mattutino scaldava quanto basta e dopo pranzo anche se coperto da nuvoloni scuri il rientro fino a Montalto di Castro è stato gradevolissimo. Unico neo il nebbione che ci ha un po’ intirizzito sulla E45 tra San Gemini e Todi ed ancora bello fitto da qui fino al versante occidentale del lago di Corbara.

E così ridendo e scherzando ci siamo allegramente fatti quasi 300 km escludendo gli oltre 100 di rientro dall’A16 a completare questo 2016 in media con gli altri anni e le sue 13 uscite, una al mese e la doppietta di aprile scorso!

La Flaminia ci ha portato rapidamente a Narni Scalo e da qui via San Gemini con un breve tratto di E45 nebbiosa e fredda siamo saliti verso Todi per riscendere poi a Colonnetta di Prodo: non percorrevamo la famosa strada lungo il lago di Corbara da un pezzo e nonostante la stagione le strade le abbiamo sempre trovate complessivamente asciutte. A parte qualche difficoltà visiva dovuta alla mascherina anti-appannamento che oggi ha fatto i capricci piazzandomi una bella zona di condensa proprio davanti all’occhio sinistro (tanto da dover aprire la visiera a congelarmi il naso!) mi sono divertito quanto basta.

Una neanche tanto breve sosta per un pranzetto ad Orvieto Scalo e si riparte in direzione del Tirreno lungo strade altrettanto note ma sempre estremamente gradevoli. Almeno fino a Latera con un bel sole tiepido!

Mi sono sempre piaciute moltissimo le strade della Tuscia viterbese e della bassa Toscana, intorno alla valle del Fiora e ci si torna sempre molto volentieri. Strade gustose, asfalti ben tenuti quanto basta, traffico pressoché nullo e viste su saliscendi tra i tufi gustose.

Un caffè a Montalto e via a casa di Aurelia ed autostrada.

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sabato 26 novembre 2016

Girellare sui Lepini

Non sono nuovo a giretti da queste parti e di questo tipo. Quando non voglio allontanarmi tanto e prendermela comoda torno sempre da quelle parti, non so neanch’io perché ma oggi ho potuto raggiungere anche i piccoli paesi che sorgono sul versante orientale dei Lepini, Patrica, Supino e Morolo, talmente addossati al versante che, soprattutto Morolo, sono praticamente sempre in ombra a parte qualche ora al mattino presto e soprattutto d’estate.

Ed oggi nonostante il nebbione che ha iniziato ad alzarsi soltanto verso le 11 il sole c’era e temperature gradevoli per essere ormai praticamente dicembre.

Stradelle tutto sommato, anche abbastanza scassate a tratti, ma paesaggi gradevoli e viste comunque apprezzabili, verso il mare lungo il primo tratto, da Rocca Massima, microscopico paesino a quasi 1000 metri d’altezza e le vallate che sia aprono verso la pianura pontina. Divertente il tratto da Montelanico verso Carpineto e soprattutto da qui verso Maenza.

Raggiunta quest’ultima con la superstrada mi sono trovato rapidamente al bivio per Patrica e da qui è stato un continuo zigzagare salendo su una vecchia provinciale stretta, in ombra e fradicia di umidità ma con una vista sulla valle del Sacco, verso i Monti della Meta a sud, la piana di Frosinone ed i monti verso gli altopiani di Arcinazzo, Livata.

Da Morolo sono rimasto in alto e solo a Sgurgola sono sceso da strade di servizio tra poderi verso la Casilina a da qui al casello di Fiuggi.

Un’ora scarsa tra autostrada e superstrada ed ero a casa.


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sabato 29 ottobre 2016

Tutto intorno al Gran Sasso


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Certo che scrivere oggi, 30 ottobre, del giro di ieri fa strano. Proprio mentre apprendo delle tristi notizie del terremoto che ha colpito violentemente ancora una volta, la quarta da agosto, alcune delle zone percorse in moto così tante volte. Terremoto che così come ad agosto, o la scorsa settimana, si è avvertito nettamente anche qui a Roma, svegliati di soprassalto stamattina alle 7:40.

Album fotografico

E proprio a Norcia e dintorni, così come ad agosto tra Amatrice e le Marche, o la settimana scorsa in Val Nerina. E come scrivevo stamattina chissà quando potremo ancora crogiolarci al sole di quella splendida piazzetta di Norcia come nel lontanissimo febbraio del 2007.

Questa uscita la pensavo da giorni, approfittando dell’ultima giornata di luce legale e delle previsioni meteo che davano freddo ma assolato. Fino alla sera prima ero abbastanza indeciso e persino mentre percorrevo l’A24 si può dire di aver deciso sul momento di uscire a Tornimparte per iniziare il giro, indeciso tra un itinerario più meridionale, da Avezzano verso le province di Frosinone e Latina od uno simile ma evitando Campo Imperatore.

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Freddo era freddo, a tratti quasi fastidioso, ma ero comunque sufficientemente coperto anche se non capisco perché insisto ad usare il giubbetto di pelle in queste stagioni!

Uscito a Tornimparte come dicevo dopo il solito cappuccino a Villagrande mi sono subito diretto verso la SS 80, su per il bellissimo percorso che porta al Valico delle Capannelle, strada che non percorrevo da oltre un anno. Sole ed aria asciutta rendevano l’asfalto sicuro ed affidabile anche nelle zone in ombra.

Al valico deviazione sulla SS 17 bis, bellissima strada che costeggia pressoché completamente le propaggini meridionali del massiccio ed una volta scesa ad Assergi risale rapidamente fino ai 1600-1700 metri dell’altopiano di Campo Imperatore. Un posto magico, affascinante in ogni stagione.

Me lo sono attraversato con calma, fermandomi a godere i punti più belli, scattando foto. Ma soprattutto, stavolta percorrendo un breve tratto di strada bianca lungo l’alveo del torrente asciutto che porta al mitico luogo dove furono girate le scene iniziali di “Continuavano a chiamarlo Trinità”.

 

Me lo sono gustato per bene quel posto. Rivedere Bud-Bambino che attraversa l’alveo con la ghiaia che scrocchia sotto gli stivali, quando da ragazzino pensavo a chissà dove fosse quel posto, ed invece era a due passi da Roma. E la roccia su cui siedono tutti a cucinare fagioli. E poi Terence-Trinità che arriva con la slitta trainata dal cavallo, e i monti Prene e Camicia sullo sfondo. Che bello!

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Una volta finito con le foto di rito (altri due ragazzi in moto erano lì e per fortuna me ne hanno scattate un paio decenti!) mi sono rimesso in viaggio. E dalle 13 circa fino ad un’altra sosta ristoro a Villagrande, di ritorno, verso le 17, non mi sono praticamente mai più fermato, tranne per scattare qualche foto. Chiappe di ferro!

Da Campo Imperatore sono sceso a Castel del Monte, proseguendo poi verso Chieti attraverso il valico di Forca di Penne sulla SS 602, finalmente una strada nuova mai percorsa prima! Con bellissimi scorci verso l’Adriatico e la Maiella! Impressionante ieri a causa dell’alta pressione delle condizioni termiche la cappa di smog che delineava l’orizzonte verso la costa!

L’obiettivo era ripercorrere la bellissima SS 81 fatta lo scorso maggio, ma in direzione contraria, verso Teramo. E come mi aspettavo essere arrivato fino a Ceppagatti per poi risalire a nord è stato ripagato da una strada davvero bella, con i suoi saliscendi e lo zigzagare tra colline pedemontane, con sulla sinistra il massiccio del Gran Sasso ed il corno sempre più vicini. Percorsa poi nelle ore più calde della giornata è stato anche meglio.

Gli 80 km o poco più di questa bella statale sono volati via leggeri, nonostante fossi in giro dal mattino! E non è finita.

Arrivato a Val Vomano ho deviato sulla SS 150 per raggiungere la bellissima SS 80 che in altri bellissimi 60 km mi ha riportato verso l’Aquila. Soprattutto il tratto iniziale fino alla diga dell’Enel e la discesa dal valico delle Capannelle percorso al contrario rispetto al mattino.

Prosecuzione per la stessa strada fino al casello di Tornimparte e poi via di A24 a casa.

Segnalo:

SS 80 tutta
SS 17 bis dal valico delle Capannelle fino ad Assergi e da Assergi a Campo Imperatore
SS 602 del valico di Forca di Penne
SS 81 tutta

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sabato 24 settembre 2016

Il giorno delle aquile…della volpe e dei cavalli!

Aquila giovaneChe ci fossero aquile reali sul Monte Velino e dintorni l’avevo letto da qualche parte. E il Velino dai Piani di Pezza a Campo Felice è lì a due passi, o meglio due battiti d’ali. Ma da qui a farsi vedere beatamente ce ne corre.

E così ieri, appena arrivati a Campo Felice, la sosta per godere di quel panorama così unico nella sua semplice bellezza era dovuta. Ma mai ci saremmo aspettati che due magnifici esemplari di aquila reale venissero ad emozionarci volteggiando alte nel cielo ed abbassandosi curiose fino ad una trentina di metri da noi.

Che spettacolo! Un’emozione che ti porti dietro per sempre.

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Uscita settembrina quindi, anche se con temperature decisamente basse nonostante avessi pensato d’esser coperto abbastanza.

Organizzata con Alberto quasi all’ultimo minuto e confidenti nelle previsioni l’idea era quella di farsi una passeggiata tranquilla e senza pretese. E così è stato, a parte alcuni passaggi decisamente meritevoli.

Con l’A24 raggiungiamo rapidamente Tornimparte e da lì si scende, dopo una breve sosta cappuccino, verso la SS 17 che lisciamo appena per risalire lungo il divertente percorso della vecchia statale che Sassa sale a Campo Felice passando da Lucoli e Casamaina.

L’aria è decisamente freddina, e più si sale in quota più si sente. La sosta a Campo Felice ci regala lo spettacolo suddetto e da lì si riprende la strada verso l’Altopiano delle Rocche, con la galleria adesso a due passi.

Da Rocca di Mezzo scendiamo rapidamente verso Secinaro passando accanto al gruppo del Sirente coperto da grigi nuvoloni; la nostra destinazione è Anversa degli Abruzzi ma a Castelvecchio decidiamo di allungare un po’ passando dalle Gole di San Venanzio verso Raiano.

Passata la trafficata piana tra Sulmona e Pratola Peligna si riprende a respirare aria di monti sulla 479 per Anversa degli Abruzzi. La risalita attraverso le gole del Sagittario è sempre bellissima. Dopo quasi un secolo (era l’aprile del 2011) giriamo per salire a Castrovalva, borgo di poche case arroccato sopra le gole. Avremmo voluto pranzare lì ma la rocca era pressoché deserta. Giusto il tempo di godere il panorama e si riprende per Scanno dove la scelta di un ristorante guidati dall’ottimo fiuto di Alberto ci permetterà di godere di un pranzo abruzzese eccellente ed a prezzi contenuti!

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La salita a Passo Godi è sempre bellissima ed ogni volta incrocio lo sguardo verso una strada che appena fuori Scanno punta decisa verso sud, in apparenza sterrata ma percorribile, che prima o poi dovrò fare! Perché dell’andare in moto ciò che amo di più…è l’andare in moto! Lungo la discesa verso Villetta Barrea, poco dopo la piana del valico l’incontro con una volpe a bordo strada, e con tanto di fotografo armato di teleobiettivo, è stato altrettanto gradevole delle aquile, anche volpese meno emozionante. Non è la prima volta che vedo una volpe così domestica da quelle parti, era già successo giusto un paio d’anni fa.

Salita e discesa per il valico di Forca d’Acero col suo bellissimo passaggio nel bosco; e lungo la discesa, della serie non c’è due senza tre, un gruppetto di cavalli a spasso da soli lungo la statale. Della serie, in moto non sai mai così possa esserci dietro quella curva.

Caffè a Sora ed il resto è autostrada fino a Roma, con temperature decisamente più miti a scaldarci le ossa un po’ intirizzite.

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