sabato 14 aprile 2018

Non sembra di tornare


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E finalmente un bel giro, di quelli da quasi 500 km, vabbé, compresi un centinaio tra avvicinamento e ritorno autostradale.

Partito non tardi ho rapidamente raggiunto l’A1 verso Napoli e con un brevissimo tratto ero a San Cesareo. Prima meta, percorrere la Prenestina fino a Piglio e poi su verso gli Altopiani di Arcinazzo. Una strada fatta forse una volta rientrando da Fiuggi e del tutto sconosciuta verso Arcinazzo, paesaggisticamente molto bella.

Anche Arcinazzo non mi vedeva dal lontanissimo febbraio 2016, ma quella volta era salendo per tornare verso Roma. Come sempre bella la discesa verso Guarcino attraverso i prati ed i boschi di quella zona, il sole è finalmente abbastanza tiepido e si sta decisamente bene.

Come sempre quanti più km percorro, quanto più mi allontano da zone urbane, quanto più salgo in quota e tanto più aumenta la voglia di andare in moto.

E sempre da allora anche Collepardo e la strada verso la certosa di Trisulti non mi vedevano passare, la bella discesa lungo il tratto iniziale dell’Amaseno verso Santa Francesca e Sora, peccato non aver avuto tempo per una deviazione verso Prato di Campoli, ma fin da ieri ho preso un impegno con la mia amica Nadia che mi aspetta a Casalvieri: non ci vedevamo da agosto 2016 quando volli ripercorrere il famoso tracciolino delle Gole del Melfa! Chissà che la prossima volta non sarà per un giretto in moto assieme?

Dopo pranzo riparto da Casalvieri per ripercorrere la sempre bella SS 627 della Vandra, fino ad incrociare la statale 158 dell’Alta Valle del Volturno. Sia la prima che la seconda verso Alfedena le ho percorse diverse volte e soprattutto quest’ultima è davvero una bella strada, divertente tecnicamente, sempre pressoché deserta, ben tenuta nonostante le abbondanti nevicate di quest’inverno.

Ad Alfedena via lungo la val di Sangro, sulla SS 83 fino a Pescasseroli, senza soste se non per qualche fotografia o per ammirare il paesaggio. Fa sempre un bel calduccio, solo velature e foschie e vento fresco in quota. Decido per il Valico di Bisegna anziché quello di Gioia Vecchio: lo preferisco, è più raccolto, passa attraverso dei bei boschi e dall’alta lascia vedere bene il gruppo del Sirente ed in lontananza il Corno Grande del Gran Sasso anche se oggi era velato dalla foschia.

A Pescina, dopo un pieno ed una breve sosta, ho preferito rientrare subito via autostrada, le mie velleità di salire sull’Altopiano delle Rocche da Celano per poi scendere a Tornimparte si sono arrese di fronte ad un po’ di stanchezza. Sarà per la prossima volta.
Dolenti note…le gomme sono arrivate!
Incontro simpatico. Mentre mi guardavo il panorama sopra Alfedena a meno di 10 metri da me nel bosco in basso una volpe passava trotterellando, s’è fermata, m’ha guardato un attimo, e ha ripreso…

Segnalo:
SS 627 della Vandra da Atina verso Isernia.
SS 158 dell’Alta Valle del Volturno tra Colli al V. e Alfedena
SS 83 da Alfedena fino a Pescina e la variante verso Bisegna ed Ortona dei Marsi

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sabato 24 marzo 2018

Era ora!

Dopo quasi tre mesi dall’ultima uscita ormai solitario ho deciso di farmi una passeggiata rilassante, nonostante il clima decisamente freddino per essere fine marzo (minima 5, massima 12).

Certo che tre mesi sono tanti, è ormai un anno che la media è decisamente calata, non solo per il maltempo che si manifesta magari ogni volta che decido di uscire in moto, ma anche per un po’ di malcelata stanchezza e forse anche noia. Chissà, magari con i primi tepori primaverili andrà decisamente meglio.

Dopo l’ultima girata con il fido Alberto tra maltempo e freddo a parte un giretto nemmeno degno di nota per campagne tra Aurelia e Braccianese fatto a metà febbraio la moto è rimasta ferma in garage.

E così oggi anche se per poche ore sono tornato a passeggiare su strade molto note coperto com’ero coperto a gennaio anche se il sole comunque verso l’ora di pranzo si faceva sentire.

Cassia notissima fino a Monterosi e poi via per Campagne cimine compresa una salita verso la bellissima lecceta che ricopre quasi completamente ogni versante della cima viterbese.

Breve deviazione esplorativa per Bagnaia ed una volta attraversata Viterbo dritti ad est verso il mare, passando da Tuscania e poi Tarquinia.

Causa lavoro alle 13:30 ero già a casa.
Spero che la prossima volta sarà decisamente più caldo e con un’ora di luce in più visto che giusto stanotte torna l’ora legale.


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giovedì 4 gennaio 2018

Dove sono tutti quanti?

No, non è il paradosso di Fermi né l’ennesimo tentativo di capire se siamo soli o no nell’Universo.
E’ che come al solito lungo tutto il tragitto non abbiamo incontrato nessun motociclista (fatta eccezione per due che rientravano da un fuori strada), che te lo dico a fare? Io ed Alberto, temerari ed impavidi e, scusate se mi ripeto, only the braves!

Il fido e caro Alberto, decine di migliaia di km in moto percorsi insieme in oltre un decennio di uscite, in lungo e largo dalle Marche alla Campania, dal Molise alla Toscana. Sob…(e lo so io…)

A differenza dell’anno scorso che faceva davvero freddo oggi, se non fosse stato per l’umido dovuto alla copertura nuvolosa che dal lago di Vico in poi non ci ha mai lasciato, tutto sommanto non era nemmeno freddo, con temperature anche di 12 °C nelle ore più calde!
Il giro ha ricalcato più o meno le strade di un anno fa ed anche di gennaio 2015, quasi a voler festeggiare il nuovo anno da quelle parti. Peccato che il solito ristorantino di Sarteano manco a farlo apposta era chiuso proprio oggi per motivi personali; poco male, la vicina Locanda dei Tintori ci ha ricompensato con un pranzetto gustoso assai!

Verso le 9:30 ci siamo mossi dalla Cassia per prendere subito dopo la Braccianese, trafficata in questo giorno feriale, fino a superare Vejano. Da lì attraversata la Cassia dritti verso la riserva naturale del Lago di Vico dove il sole ci abbandona definitivamente.

Con un giro ampio nei bei boschi scendiamo infine a Viterbo dove ci concediamo una prima breve sosta. Via di Cassia piuttosto monotona fino a dopo Acquapendente, ma con paesaggi gradevoli. Superato il Paglia siamo in Toscana e via sulle colline verso Radicofani, costeggiando il versante orientale della Val d’Orcia e ancora su verso Chianciano: abbiamo lisciato il bivio per Sarteano e la raggiungiamo con un giro un po’ più lungo.

Rifocillati e riscaldati, un altro pieno e si riprende la strada di casa, si fa per dire: con calma. Monte Cetona, Allerona attraverso parte del Monte Peglia e Monte Rufeno ad occidente e giù finpo ad Orvieto Scalo. Una breve sosta, un caffè e via d’autostrada fino a Roma.

Strade molto umide a tratti, ci sta, vista la stagione: si passeggia con calma e la giusta prudenza, paesaggi invernali come al solito molto belli, nuvoloni ovunque ma niente pioggia, a differenza dell’anno scorso che ci ha sorpreso copiosa e fredda da Nepi fino a Roma.
E tanto per cambiare, le strade sempre più dissestate!

La cartina non so quanto sia precisa perché, tanto per cambiare, seguivo Alberto.

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sabato 28 ottobre 2017

E da domani, ora solare!

Ultimo giorno di ora legale per questo 2017 e così, dopo qualche titubanza (al solito) mi associo ad Alberto e con lui oggi un suo collega con una fiammante Suzuki SV, il nuovo modello completamente ridisegnato ma sempre una prima moto di tutto rispetto.

Appuntamento con calma all’uscita di Tivoli si decide per fare tutta la Tiburtina fino a Tagliacozzo passando, primo tratto degno di nota, per il valico dei Colli di Montebove. Da Tagliacozzo a Magliano dei Marsi e da lì, per evitare la noiosa e trafficata tratta fino ad Avezzano, un breve passata di autostrada fino a Celano e via per il valico di Forca Caruso.

Dopo aver cercato di mangiare qualcosa al volo da quelle parti si prosegue di buon ritmo fino al bivio per la Amiternina, la SS 261: constato che la Tiburtina verso le gole di San Venanzio è tuttora chiusa!

Bella strada, fatta verso sud la scorsa estate, stavolta verso l’Aquila: paesi microscopici pressoché deserti, paesaggi verso il Sirente molto belli, soprattutto con i colori di questo autunno tardivo.

Spuntino nei pressi de L’Aquila presso uno dei tanti camion attrezzati (dalla porchetta ai primi passando per polli arrosto e patate fritte) che si incontrano lungo le nostre statali. Attraversare la città mette ancora tantissima tristezza. Dal 2009 ancora oggi palazzi sventrati, macerie, cantieri aperti e mai richiusi…

Troppo tardi per me per assecondare Alberto con la sua proposta di salire al valico delle Capannelle e riscendere; si prosegue sulla SS 17 verso Antrodoco, da dove ha origine (arriva fino in provincia di Foggia!) e da lì la notissima Salaria in meno di un’ora ci riporta alla periferia nord di Roma.

Nulla di particolare da segnalare, tutte strade notissime. Da moltissimo tempo non capitava di percorrere la Tiburtina verso il valico di Forca Caruso verso nord: decisamente migliore farlo al contrario anche se paesaggisticamente una volta passato il valico da sud la vista verso il massiccio del Gran Sasso è bellissima.

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sabato 23 settembre 2017

Quasi a casaccio tra senese e grossetano

Una giornata serena, giusto un po’ di nuvolaglia sparsa all’ora di pranzo e calda quanto basta per invogliare a tornarsene su strade troppo umide d’inverno e troppo calde d’estate.

Strade? Direi spesso stradelle tanto ormai lo stato di manutenzione anche delle statali più importanti è tale che non riesci a fare cento metri senza un sobbalzo, una buchetta, una sconnessione qualsiasi. E questo non aiuta certo a godersi la strada: spesso capita che vedi una bella curva in arrivo, ti prepari ad impostarla per bene e proprio poco prima della piega zac! una bella buchetta ti scompone un minimo ma quanto basta per farti passare la voglia. Per non parlare di quelle spaccature dell’asfalto che ti aspettano proprio in piena traiettoria.

E così ormai sono almeno due o tre uscite che passeggio tranquillo concedendomi raramente qualche tecnicismo anche se, alla fine, i ritmi sono abbastanza sostenuti.

Con un obiettivo abbastanza ben delineato una volta raggiunta Orte via A1 percorriamo la notissima strada che sovrasta la valle del Tevere da Amelia fino ad Orvieto Scalo dove ci spostiamo decisamente ad Ovest sulla Cassia all’altezza di San Lorenzo Nuovo.

A nord di Acquapendente, in provincia di Siena, puntiamo verso Pienza e, ricordandoci degli ottimi hamburger di Chianina mangiati a Chianciano vista l’ora ci concediamo la deviazione.

Dopo pranzo si ripunta nord, la zona delle “crete senesi” fino ad Asciano per poi ridiscendere verso il grossetano con la bella provinciale che passa dall’Abbazia di Monte Oliveto.

Ancora più giù Montalcino, Paganico, Roccastrada, fino a ritrovarci ad oltre 200 km da Roma, poco a nord di Grosseto sull’Aurelia.

Il resto è storia di ordinaria superstrada ed autostrada.

Nulla da segnalare, tutto già molto noto. Non sono sicurissimo che la mappa ricalchi fedelmente i percorsi fatti perché in realtà ho seguito ciecamente Alberto senza far troppo caso alle direzioni.


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giovedì 17 agosto 2017

Abruzzando bis…e i 50.000 km!

Strana e gradita coincidenza oggi. Al rientro da questo bel giro a poche decine di metri dall’ingresso nel garage il contachilometri della moto ha segnato 50.000 km! Auguri!

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Già, direi proprio bis, sia perché non sono passati 4 mesi dall’ultima girata tutta abruzzese con Alberto ma soprattutto perché oggi sono tornato a Campo Imperatore dopo esserci stato…appena ieri con mia moglie!

E così oggi in solitaria mi sono più o meno inventato questo giro con l’intenzione di tornare a Campo Imperatore passando dalla strada che collega Santo Stefano di Sessanio direttamente a Fonte Vedica: la famosa strada percorsa quel famoso 28 gennaio del 2008, allora completamente innevata!

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Devo dire che ancora una volta la voglia di muoversi stenta a farsi sentire ma non appena mi sono levato di mezzo il tratto cittadino, supero il raccordo e comincio a sentire odore di montagna la voglia di andare in moto torna forte, spinta soprattutto dal ricordo delle strade già percorse.

Temperature gradevolissime, a parte il versante adriatico a fondo valle ed il ritorno a Roma in autostrada da Celano: già dopo Arsoli era una fornace. E pensare che stamattina a Campo Imperatore, a tratti coperto, era freschino assai!

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Uscita a Tornimparte salgo rapidissimo con la bella 696 verso Campo Felice, l’aria è molto fresca, non ci saranno più di 20 gradi, limpida. Fermarsi a godersi lo spettacolo è sempre un piacere da non perdere. I colori estivi sono fantastici.

2017-08-17 11.37.53Raggiungo Rocca di Mezzo attraverso la comodissima galleria e mentre mi dirigo lì penso “chissà incontrare i cognati?” che hanno casa lì. Neanche a farlo apposta li vedo a spasso con il loro cagnolino. Mi fermo e ci mettono un po’ a riconoscermi; mezzora di chiacchiere e si riparte.

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La direzione è Santo Stefano di Sessanio e quindi scendo verso la valle aquilana passando da Terranera e Fontavignone, il panorama sull’altopiano delle Rocche è sempre bellissimo. Solito traffico lungo la zona industriale di Bazzano e finalmente sono a Barisciano: mi fermo a mangiare qualcosa sotto il pergolato di un piccolo bar in paese.

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La salita, fatta appena ieri in macchina, verso Santo Stefano di Sessanio in moto è tutta un’altra cosa, ovviamente! Ma ancora più bella e soprattutto riscoperta dopo diversi anni, quella da Santo Stefano a Fonte Vedica. I colori della terra riarsa e della vegetazione dal giallo all’ocra sono bellissimi con questa luce grigiastra a causa dei nuvoloni che incombono bassi, ma non pioverà. A tratti esce il sole.

Mi soffermo più volte a fare fotografie! Ma la sorpresa doveva ancora venire.

Ricordo ancora l’emozione mesi fa con Alberto quando a Campo Felice vedemmo due aquile volteggiare su noi.
Mentre mi dirigevo verso il valico di Capo la Serra, godendomi la strada lentamente, con la coda dell’occhio ho visto un rapace volteggiare e mi sono accostato fermandomi. E non una né due, ma almeno una dozzina di aquile che maestose scendevano alla spicciolata, alcune da quote altissime, appena un puntino nel cielo, sembrava che si richiamassero, e sparivano dietro un poggetto a meno di cento metri da me. evidentemente c'era una carcassa o roba simile. Tutto intorno un centinaio di corvi e cornacchie in attesa a debita distanza. Che spettacolo! Indimenticabile.

Così come indimenticabile, e lo sarà per anni, è la tristezza nel vedere il prato e la pineta incendiati qualche settimana fa per l’imbecillità di un turista e del suo barbeque che non avrebbe mai dovuto essere acceso!

Riprendo la mia strada verso Castel del Monte e mi lascio alle spalle il meraviglioso altopiano; da qui scendo rapidissimo verso Ofena per poi risalire sulla 696 di Forca di Penne. Per fortuna basta risalire poco in quota per sentire di nuovo l’aria fresca nonostante il sole splendente.

Al valico prendo verso destra, verso sud, per raggiungere la Tiburtina all’altezza di Torre dei Passeri con stradelle mai fatte prima che si aprono verso la distesa di colline che degradano fino all’Adriatico che si distingue appena nella foschia della calura.

La Tiburtina in questo tratto, sempre gradevole, mi porta rapidamente a Popoli, sono ormai sulla strada del ritorno e senza fermarmi prendo direttamente per Raiano. Sono sicuro che la statale sarà ancora chiusa all’altezza delle gole di San Venanzio. E così è.

Tutto sommato non è male. La piccola provinciale “Marsicana” verso Goriano Sicoli è stata rifatta da poco e si risale rapidamente; al bivio per Cocullo preferisco non allungare e punto verso la Tiburtina ormai a ridosso del valico di Forca Caruso. Discesa a Collarmele accompagnato da un vento molto teso e caldo, sosta rinfrescante e via d’autostrada-fornace a Roma.

Gran bel giro! Di seguito il link alle foto.



Inutile fare segnalazioni oggi. Tutti percorsi notissimi, a parte la piccola provinciale da Santo Stefano di Sessanio verso Campo Imperatore che offre paesaggi bellissimi.


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sabato 29 luglio 2017

Di Sibillini ma non solo…

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Dopo due mesi dall’ultima uscita si organizza al volo, tanto per cambiare, un’uscita.
Era un po’ che cartina alla mano mi sarebbe piaciuto lasciare la SS 80 all’altezza di Nerito e risalire verso l’altopiano che si pone tra questa e la Salaria all’altezza di Ascoli Piceno.
Avevo visto che si trattava di stradelle provinciali ma tutto sommato è valsa la pena arrampicarsi fin sopra Crognaleto (erano di Crognaleto i vigili urbani imboscati!) per godere di una vista da nord del massiccio del Gran Sasso. Maestosi a due passi da noi i due corni, la tipica morfologia di un accumulo glaciale ormai scomparso e ridotto forse ad un nevaio e le cime del massiccio verso sud. E dall’altro lato l’Adriatico verso Teramo, ben visibile nonostante la calura.
E grazie ad un cartello scopriamo che questo gruppo montuoso vanta ben tre cime oltre i 2400 metri di altezza!

Avremmo dovuto proseguire su provinciali verso nord per incrociare la Salaria ad ovest di Ascoli Piceno ma un po’ Google Maps che non aiuta granché a fornire visioni d’insieme un po’ il caldo decidiamo di ridiscendere verso Teramo e da lì la corsa sulla sempre bella SS 81 fino ad Ascoli.

Senza indugiare un pezzetto di Salaria ci porta al bivio per Roccafluvione, Comunanza ed Amandola che raggiungiamo rapidamente, una bella strada nel verde. Memori della sosta di due anni fa ci fermiamo a mangiare alla solita rosticceria-tavola calda “Mari e Monti”: gustosissime penne al pesto di zucchine con pinoli e pomodorini.

Dopo Amandola la strada verso nord si accompagna continuamente ad un bellissimo panorama del Monte Vettore ma soprattutto del Monte Porche e del Monte Sibilla, maestosi ed intagliati dalle gole dell’Infernaccio.

Anziché salire verso Sassotetto e Bolognola proseguiamo ed a Pieca prendiamo una bellissima provinciale che si arrampica rapida costeggiando il fiume Fiastrone, immissario ed emissario del bellissimo lago di Fiastra. Ci fermiamo qualche minuto a godere il meraviglioso colore turchese delle acque limpide con una certa invidia per i bagnanti presenti.

Dal lago raggiungiamo Muccia e da qui, attraverso il bellissimo altopiano di Colfiorito ed il valico omonimo lungo la vecchia statale di Serravalle del Chienti arriviamo a Foligno.

Il resto è Flaminia, con l’unico tratto gustoso tra Spoleto e Terni ma tutto sommato è stato solo asfalto rovente fino a casa.
 
Nota statistica. Quest’anno dopo aver saltato gennaio anche giugno è passato senza uscite. Devo ammettere che c’è una certa inerzia nel farmi venir voglia di uscire però una volta rientrato, anche col caldo di oggi, ti rendi conto che ne vale sempre la pena.

Segnalo:

SS 80 – come sempre, tutta bellissima con la salita al valico delle Capannelle divertente e tecnico.
SS 81 – ne ho parlato più volte. Tutta bellissima. Da Chieti ad Ascoli e viceversa.
SS 77 – da evitare assolutamente la nuova variante.

CORTINO

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sabato 27 maggio 2017

Senza fretta

Ecco finalmente un primo caldo, ma senza esagerare, soprattutto per quanto riguarda i passaggi in quota. Ed oggi non ne sono mancati.

Senza una meta particolare ma con l’obiettivo di rientrare verso il Circeo l’appuntamento alle 9 sulla A24 ci porta rapidamente a percorrere la bella e nota strada che da Vicovaro sale per Orvinio e Licenza verso la Salaria all’altezza di Poggio Moiano.

La sosta cappuccino ad Orvinio è ormai prassi ed il chiosco nel piccolo giardino ha riaperto con la bella stagione. Immancabili anche oggi i fortunatissimi carabinieri della locale stazione.

Raggiunta Antrodoco la SS 17 che lì inizia per arrivare fino a Foggia (!) ci porta rapidamente a L’Aquila passando per il bel valico di Sella di Corno. Stavolta ci va di lusso e riusciamo ad aggirare la cittadina: ci tocca il solito trafficatissimo tratto della zona commerciale ad Est della città.

Deviazione sulla SS 261 “Amiternina”, immersa nel verde e lungo la valle dell’Aterno, che offre a tratti scorci molto belli sul massiccio del Sirente a Sud, per un breve tratto si vede più in basso la bella strada che viene da Rovere e si aggancia alla Tiburtina. La cosa che come sempre desta molta impressione è incrociare qua e là dei piccolissimi borghi sparsi nel nulla, quasi del tutto disabitati con case quasi tutte chiuse, per non parlare della devastazione lasciata dal terremoto del 2009. Edifici messi in sicurezza ma ormai abbandonati e lasciati a sé stessi.

La nostra meta avrebbe dovuto essere Raiano attraverso le bellissime gole di San Venanzio ma come già accaduto in passato la strada era di nuovo chiusa. A questo punto cambio di programma. Si prosegue verso Forca Caruso e giù a Collarmele fino a prendere l’A25 per un breve tratto verso Cocullo ad evitare un lungo giro dal valico dell’Olmo. Niente da fare: la Tiburtina da Castelvecchio Subequo a Collarmele è uno spettacolo e, come sempre, praticamente deserta.

In mezzora siamo a Scanno, attraverso la bellissima strada delle Gole del Sagittario e la sosta al ristorante “La Valle”, a noi già noto, è d’obbligo. Ottima cucina abruzzese e prezzi contenuti!

Dopo un pranzo non proprio leggero ci rimettiamo in moto per raggiungere con un ampio giro l’A1 senza fermarci per niente fino a San Vittore. Passo Godi, da Villetta Barrea ad Alfedena lungo le belle strade del Parco, la salita e la discesa lungo l’alta valle del Volturno e le Mainarde Molisane con la vecchia SS 158, deserta come sempre perché tutti fanno la variante veloce. Non proprio deserta visti sia cavalli che mucche tranquillamente a spasso lungo la strada!

Il caldo a Venafro si fa sentire anche se oggi tutto sommato l’aria è sempre stata fresca e gradevole.

Alberto deve andare al Circeo, io a casa. Dopo un brevissimo tratto di autostrada fino a Pontecorvo mi decido ed esco anch’io.

Ultimi chilometri di belle strade passando da Pico e poi Lenola.

Il resto è trafficatissima Appia prima e Pontina dopo fino a Latina e poi Roma.


 

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lunedì 24 aprile 2017

Abruzzando

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Sole splendente, cieli azzurri, aria frizzante, anche troppo per essere ormai a fine aprile.
Ma vale sempre la pena percorrere certe strade.

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Ripercorrendo al contrario il giro dello scorso ottobre, ad eccezione del tratto lungo la 17 bis di Campo Imperatore abbiamo riscoperto strade molto note e per quanto riguarda Alberto la provinciale 602 del Valico di Forca di Penne è stata una novità.

Appuntamento alla solita stazione di servizio sulla A24 raggiungiamo velocemente l’uscita di Tornimparte e dopo una sosta cappuccino nel paese omonimo è stata praticamente tutta una tirata fino alla meta prefissata, il leggendario ristoro Mucciante, a Fonte Vedica. Una delle ultime volte credo risalga addirittura ad ottobre 2012! E, arrosticini a parte, la bellezza di quell’altopiano rende ogni commento superfluo.

E quindi via di SS 80 verso Teramo, sempre una bellissima strada che scorre veloce tra paesaggi notevoli e con i primi venti km fino al valico delle Capannelle tecnici e divertenti. A Teramo ci perdiamo tra le strade della città dopo aver preso convinti un bivio che indicava verso la SS 81 Piceno-Aprutina. Macché, il cartello c’era ma non le indicazioni successive. Usciti finalmente dalla cittadina riscopriamo questa bella strada che sale e scende sulle colline pedemontane con il massiccio del Gran Sasso sempre bene in vista ed oggi particolarmente affascinante per via dell’innevamento parziale.

Praticamente senza soste raggiungiamo Penne dove facciamo un secondo pieno di benzina e, nonostante siano già le 13, decidiamo di tirare, chiappe di ferro, per Campo Imperatore. E così lasciata la 81 una stradella a tratti bianca e scassata ma molto panoramica, taglia verso la 602 del Valico di Forca di Penne, decisamente migliore, ed in circa mezzora siamo al valico in direzione di Castel Del Monte con la splendida valle del Tirino qualche centinaio di metri sotto di noi e la Rocca di Calascio lontana che si stacca netta sulla cresta della cima di un colle.

Salita rapida e divertente verso Castel del Monte e ancora oltre verso i 1700 metri del Valico di Capo la Serra.

Un cartello di divieto di accesso dopo le 16, mai visto in questa stagione, ci mette in guardia ed al ristoro Mucciante chiediamo spiegazioni. Non potremo riscendere verso Assergi né verso Santo Stefano di Sessanio perché le strade sono chiuse e quell’orario verso Castel del Monte vale solo in caso di neve. In pratica, per far sì che gli utilizzatori degli impianti di sci di Campo Imperatore siano costretti a prendere la teleferica chiudono le strade di accesso anche se queste sono sgombre e pulite!

Per fortuna che stamattina non abbiamo intrapreso la salita dal Valico delle Capannelle ed abbiamo tirato dritto per Teramo.

Sosta ristoratrice con gli immancabili arrosticini, formaggio fresco e pane oliato!

Scendiamo verso Castel del Monte e da qui verso la SS 17 a Barisciano dove ci gustiamo un caffè prima di rimetterci in marcia via autostrada.

Deviazione a Carsoli da dove percorriamo la SS 5 fino a Vicovaro per risalire in autostrada.

Segnalo:

SS 80 L’Aquila-Teramo, tutta.
SS 81 Piceno-Aprutina, da Ascoli a Chieti. Tutta bella ma estremamente stancante se percorsa interamente.
SS 602 del Valico di Forca di Penne
SS 17 bis – Tutta. Dalla SS 80 verso Assergi, da qui a Campo Imperatore e giù fino a Castel Del Monte.

 

 

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sabato 11 marzo 2017

Un po’ di neve…

 



Tornare su strade note a distanza di tempo quando le strade sono divertenti è sempre piacevole, non stanca mai. E così, in questa giornata serena e piuttosto fresca, abbiamo organizzato al volo un bel giretto.

Da Passo Corese sulla Salaria raggiungiamo rapidamente il bivio per per Orvinio, percorrendo al contrario rispetto al solito una strada molto nota, e da qui scendiamo verso la Tiburtina passando da Vallinfreda e Riofreddo, toponimi che la dicono lunga sulle temperature medie di questi posti. Un altopiano assolato con paesaggi e scorci verso il Velino oltre Tagliacozzo ci accompagna per tutto il tratto.

La salita divertente verso il valico dei Colli di Montebove invita ad osare e così è stato, nonostante alla prima curva appena fuori Carsoli un po’ sabbiolina infida sull’asfalto mi abbia fatto pattinare sia l’anteriore che la posteriore! Capita! Sempre bella comunque la salita verso Marsia e la discesa verso Tagliacozzo col Velino ed il Sirente innevati che guardano da nord.

Evitiamo la noiosa Tiburtina tra Magliano dei Marsi e Pescina con un breve tratto di autostrada. Un venticello da nord rinfresca decisamente l’aria nonostante il sole alto nel cielo. E infatti salendo da Pescina verso il valico di Gioia Vecchio, noto anche come “passo del diavolo”
, l’aria si fa via via più fredda e intorno ai 1000 metri la neve ricopre abbondantemente prati e boschi d’intorno.

Dopo molto tempo diciamo che siamo andati a cercarci panorami innevati e data l’abbondanza dello scorso inverno non è stato difficile. Strade comunque particolarmente asciutte e pulite nonostante i tratti in cui la neve ci ha accompagnato ai lati della strada per parecchi chilometri.

La nostra meta è Alfedena, ristorante La Ruota: ogni volta che siamo stati qui a pranzo siamo stati benissimo, ed anche oggi non si sono smentiti!

Appurato che il valico di Forca d’Acero è aperto ripercorriamo la strada verso Opi ed al bivio si prende a salire. La bella strada invita ad aprire un po’ il gas ma le velleità corsaiole si ridimensionano subito dopo pochi km perché i tratti in ombra sono molto umidi ed a tratti ci sono strisciate di neve sulla strada che non è certo igienico incontrare in curva!

Con calma e rilassati ci godiamo il paesaggio fino a fermarci nel bellissimo bosco innevato quasi al valico di Forca d’Acero. Col sole quasi al tramonto la luce rende tutto ancora più bello.

Discesa lungo la mitica 666, un ultimo caffè ed un pieno a Sora e via di superstrada ed autostrada a casa.

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