sabato 11 marzo 2017

Un po’ di neve…

 



Tornare su strade note a distanza di tempo quando le strade sono divertenti è sempre piacevole, non stanca mai. E così, in questa giornata serena e piuttosto fresca, abbiamo organizzato al volo un bel giretto.

Da Passo Corese sulla Salaria raggiungiamo rapidamente il bivio per per Orvinio, percorrendo al contrario rispetto al solito una strada molto nota, e da qui scendiamo verso la Tiburtina passando da Vallinfreda e Riofreddo, toponimi che la dicono lunga sulle temperature medie di questi posti. Un altopiano assolato con paesaggi e scorci verso il Velino oltre Tagliacozzo ci accompagna per tutto il tratto.

La salita divertente verso il valico dei Colli di Montebove invita ad osare e così è stato, nonostante alla prima curva appena fuori Carsoli un po’ sabbiolina infida sull’asfalto mi abbia fatto pattinare sia l’anteriore che la posteriore! Capita! Sempre bella comunque la salita verso Marsia e la discesa verso Tagliacozzo col Velino ed il Sirente innevati che guardano da nord.

Evitiamo la noiosa Tiburtina tra Magliano dei Marsi e Pescina con un breve tratto di autostrada. Un venticello da nord rinfresca decisamente l’aria nonostante il sole alto nel cielo. E infatti salendo da Pescina verso il valico di Gioia Vecchio, noto anche come “passo del diavolo”
, l’aria si fa via via più fredda e intorno ai 1000 metri la neve ricopre abbondantemente prati e boschi d’intorno.

Dopo molto tempo diciamo che siamo andati a cercarci panorami innevati e data l’abbondanza dello scorso inverno non è stato difficile. Strade comunque particolarmente asciutte e pulite nonostante i tratti in cui la neve ci ha accompagnato ai lati della strada per parecchi chilometri.

La nostra meta è Alfedena, ristorante La Ruota: ogni volta che siamo stati qui a pranzo siamo stati benissimo, ed anche oggi non si sono smentiti!

Appurato che il valico di Forca d’Acero è aperto ripercorriamo la strada verso Opi ed al bivio si prende a salire. La bella strada invita ad aprire un po’ il gas ma le velleità corsaiole si ridimensionano subito dopo pochi km perché i tratti in ombra sono molto umidi ed a tratti ci sono strisciate di neve sulla strada che non è certo igienico incontrare in curva!

Con calma e rilassati ci godiamo il paesaggio fino a fermarci nel bellissimo bosco innevato quasi al valico di Forca d’Acero. Col sole quasi al tramonto la luce rende tutto ancora più bello.

Discesa lungo la mitica 666, un ultimo caffè ed un pieno a Sora e via di superstrada ed autostrada a casa.

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sabato 11 febbraio 2017

Passeggiando…

Dopo aver saltato a piè pari l’uscita di gennaio (dal 2007 è la prima volta!) visto che quest’anno è stato particolarmente rigido ci ritroviamo oggi che sembrava già quasi primavera, con tanto di alberi di mimosa già rigogliosi e margherite nei prati.

Senza una meta precisa abbiamo bighellonato su strade molto note ma sempre gradevolissime, dalla Braccianese alla Tuscia viterbese, un breve tratto di Cassia fino a deviare per Sarteano, tra i calanchi del senese meridionale e per concludere i bei paesaggi della SS 71 Umbro-Casentinese percorsa oggi ancora una volta tra Città della Pieve ed Orvieto e tante altre volte in tutta la sua estensione.
Forse l’unico tratto mai percorso prima la provinciale Onanese tra Onano ed Acquapendente.

Giornata decisamente mite, soltanto qualche nuvolone di passaggio che a tratti raramente celava il sole, ed un’andatura di passeggio senza fretta e senza mete precise, improvvisando. Va detto che comunque, laddove la strada lo permetteva, sempre molto asciutta, c’è stato spazio comunque per un’andatura divertente e più tecnica.

Merendina al solito posto ad Orvieto Scalo e via a Roma di A1.

Sosta pranzo a Chianciano Terme, tavola calda a noi già nota con maxi hamburger di chianina farcito nelle maniere più gustose possibili!

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Segnalo:

SS 71 Umbro-Casentinese che da Orvieto porta fino in Romagna a San Piero in Bagno.

 

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sabato 10 dicembre 2016

Arrivederci al 2017

 

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Una giornata così a noi veterani dei –8 °C (Roccaraso, 28 gennaio 2012) ci fa sentire quasi a Primavera! Scherzi a parte nonostante le premesse e comunque ben coperti questa passeggiata di fine anno ce la siamo goduta per bene. Il sole mattutino scaldava quanto basta e dopo pranzo anche se coperto da nuvoloni scuri il rientro fino a Montalto di Castro è stato gradevolissimo. Unico neo il nebbione che ci ha un po’ intirizzito sulla E45 tra San Gemini e Todi ed ancora bello fitto da qui fino al versante occidentale del lago di Corbara.

E così ridendo e scherzando ci siamo allegramente fatti quasi 300 km escludendo gli oltre 100 di rientro dall’A16 a completare questo 2016 in media con gli altri anni e le sue 13 uscite, una al mese e la doppietta di aprile scorso!

La Flaminia ci ha portato rapidamente a Narni Scalo e da qui via San Gemini con un breve tratto di E45 nebbiosa e fredda siamo saliti verso Todi per riscendere poi a Colonnetta di Prodo: non percorrevamo la famosa strada lungo il lago di Corbara da un pezzo e nonostante la stagione le strade le abbiamo sempre trovate complessivamente asciutte. A parte qualche difficoltà visiva dovuta alla mascherina anti-appannamento che oggi ha fatto i capricci piazzandomi una bella zona di condensa proprio davanti all’occhio sinistro (tanto da dover aprire la visiera a congelarmi il naso!) mi sono divertito quanto basta.

Una neanche tanto breve sosta per un pranzetto ad Orvieto Scalo e si riparte in direzione del Tirreno lungo strade altrettanto note ma sempre estremamente gradevoli. Almeno fino a Latera con un bel sole tiepido!

Mi sono sempre piaciute moltissimo le strade della Tuscia viterbese e della bassa Toscana, intorno alla valle del Fiora e ci si torna sempre molto volentieri. Strade gustose, asfalti ben tenuti quanto basta, traffico pressoché nullo e viste su saliscendi tra i tufi gustose.

Un caffè a Montalto e via a casa di Aurelia ed autostrada.

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sabato 26 novembre 2016

Girellare sui Lepini

Non sono nuovo a giretti da queste parti e di questo tipo. Quando non voglio allontanarmi tanto e prendermela comoda torno sempre da quelle parti, non so neanch’io perché ma oggi ho potuto raggiungere anche i piccoli paesi che sorgono sul versante orientale dei Lepini, Patrica, Supino e Morolo, talmente addossati al versante che, soprattutto Morolo, sono praticamente sempre in ombra a parte qualche ora al mattino presto e soprattutto d’estate.

Ed oggi nonostante il nebbione che ha iniziato ad alzarsi soltanto verso le 11 il sole c’era e temperature gradevoli per essere ormai praticamente dicembre.

Stradelle tutto sommato, anche abbastanza scassate a tratti, ma paesaggi gradevoli e viste comunque apprezzabili, verso il mare lungo il primo tratto, da Rocca Massima, microscopico paesino a quasi 1000 metri d’altezza e le vallate che sia aprono verso la pianura pontina. Divertente il tratto da Montelanico verso Carpineto e soprattutto da qui verso Maenza.

Raggiunta quest’ultima con la superstrada mi sono trovato rapidamente al bivio per Patrica e da qui è stato un continuo zigzagare salendo su una vecchia provinciale stretta, in ombra e fradicia di umidità ma con una vista sulla valle del Sacco, verso i Monti della Meta a sud, la piana di Frosinone ed i monti verso gli altopiani di Arcinazzo, Livata.

Da Morolo sono rimasto in alto e solo a Sgurgola sono sceso da strade di servizio tra poderi verso la Casilina a da qui al casello di Fiuggi.

Un’ora scarsa tra autostrada e superstrada ed ero a casa.


CARPINETOMOROLO
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sabato 29 ottobre 2016

Tutto intorno al Gran Sasso


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Certo che scrivere oggi, 30 ottobre, del giro di ieri fa strano. Proprio mentre apprendo delle tristi notizie del terremoto che ha colpito violentemente ancora una volta, la quarta da agosto, alcune delle zone percorse in moto così tante volte. Terremoto che così come ad agosto, o la scorsa settimana, si è avvertito nettamente anche qui a Roma, svegliati di soprassalto stamattina alle 7:40.

Album fotografico

E proprio a Norcia e dintorni, così come ad agosto tra Amatrice e le Marche, o la settimana scorsa in Val Nerina. E come scrivevo stamattina chissà quando potremo ancora crogiolarci al sole di quella splendida piazzetta di Norcia come nel lontanissimo febbraio del 2007.

Questa uscita la pensavo da giorni, approfittando dell’ultima giornata di luce legale e delle previsioni meteo che davano freddo ma assolato. Fino alla sera prima ero abbastanza indeciso e persino mentre percorrevo l’A24 si può dire di aver deciso sul momento di uscire a Tornimparte per iniziare il giro, indeciso tra un itinerario più meridionale, da Avezzano verso le province di Frosinone e Latina od uno simile ma evitando Campo Imperatore.

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Freddo era freddo, a tratti quasi fastidioso, ma ero comunque sufficientemente coperto anche se non capisco perché insisto ad usare il giubbetto di pelle in queste stagioni!

Uscito a Tornimparte come dicevo dopo il solito cappuccino a Villagrande mi sono subito diretto verso la SS 80, su per il bellissimo percorso che porta al Valico delle Capannelle, strada che non percorrevo da oltre un anno. Sole ed aria asciutta rendevano l’asfalto sicuro ed affidabile anche nelle zone in ombra.

Al valico deviazione sulla SS 17 bis, bellissima strada che costeggia pressoché completamente le propaggini meridionali del massiccio ed una volta scesa ad Assergi risale rapidamente fino ai 1600-1700 metri dell’altopiano di Campo Imperatore. Un posto magico, affascinante in ogni stagione.

Me lo sono attraversato con calma, fermandomi a godere i punti più belli, scattando foto. Ma soprattutto, stavolta percorrendo un breve tratto di strada bianca lungo l’alveo del torrente asciutto che porta al mitico luogo dove furono girate le scene iniziali di “Continuavano a chiamarlo Trinità”.

 

Me lo sono gustato per bene quel posto. Rivedere Bud-Bambino che attraversa l’alveo con la ghiaia che scrocchia sotto gli stivali, quando da ragazzino pensavo a chissà dove fosse quel posto, ed invece era a due passi da Roma. E la roccia su cui siedono tutti a cucinare fagioli. E poi Terence-Trinità che arriva con la slitta trainata dal cavallo, e i monti Prene e Camicia sullo sfondo. Che bello!

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Una volta finito con le foto di rito (altri due ragazzi in moto erano lì e per fortuna me ne hanno scattate un paio decenti!) mi sono rimesso in viaggio. E dalle 13 circa fino ad un’altra sosta ristoro a Villagrande, di ritorno, verso le 17, non mi sono praticamente mai più fermato, tranne per scattare qualche foto. Chiappe di ferro!

Da Campo Imperatore sono sceso a Castel del Monte, proseguendo poi verso Chieti attraverso il valico di Forca di Penne sulla SS 602, finalmente una strada nuova mai percorsa prima! Con bellissimi scorci verso l’Adriatico e la Maiella! Impressionante ieri a causa dell’alta pressione delle condizioni termiche la cappa di smog che delineava l’orizzonte verso la costa!

L’obiettivo era ripercorrere la bellissima SS 81 fatta lo scorso maggio, ma in direzione contraria, verso Teramo. E come mi aspettavo essere arrivato fino a Ceppagatti per poi risalire a nord è stato ripagato da una strada davvero bella, con i suoi saliscendi e lo zigzagare tra colline pedemontane, con sulla sinistra il massiccio del Gran Sasso ed il corno sempre più vicini. Percorsa poi nelle ore più calde della giornata è stato anche meglio.

Gli 80 km o poco più di questa bella statale sono volati via leggeri, nonostante fossi in giro dal mattino! E non è finita.

Arrivato a Val Vomano ho deviato sulla SS 150 per raggiungere la bellissima SS 80 che in altri bellissimi 60 km mi ha riportato verso l’Aquila. Soprattutto il tratto iniziale fino alla diga dell’Enel e la discesa dal valico delle Capannelle percorso al contrario rispetto al mattino.

Prosecuzione per la stessa strada fino al casello di Tornimparte e poi via di A24 a casa.

Segnalo:

SS 80 tutta
SS 17 bis dal valico delle Capannelle fino ad Assergi e da Assergi a Campo Imperatore
SS 602 del valico di Forca di Penne
SS 81 tutta

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sabato 24 settembre 2016

Il giorno delle aquile…della volpe e dei cavalli!

Aquila giovaneChe ci fossero aquile reali sul Monte Velino e dintorni l’avevo letto da qualche parte. E il Velino dai Piani di Pezza a Campo Felice è lì a due passi, o meglio due battiti d’ali. Ma da qui a farsi vedere beatamente ce ne corre.

E così ieri, appena arrivati a Campo Felice, la sosta per godere di quel panorama così unico nella sua semplice bellezza era dovuta. Ma mai ci saremmo aspettati che due magnifici esemplari di aquila reale venissero ad emozionarci volteggiando alte nel cielo ed abbassandosi curiose fino ad una trentina di metri da noi.

Che spettacolo! Un’emozione che ti porti dietro per sempre.

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Uscita settembrina quindi, anche se con temperature decisamente basse nonostante avessi pensato d’esser coperto abbastanza.

Organizzata con Alberto quasi all’ultimo minuto e confidenti nelle previsioni l’idea era quella di farsi una passeggiata tranquilla e senza pretese. E così è stato, a parte alcuni passaggi decisamente meritevoli.

Con l’A24 raggiungiamo rapidamente Tornimparte e da lì si scende, dopo una breve sosta cappuccino, verso la SS 17 che lisciamo appena per risalire lungo il divertente percorso della vecchia statale che Sassa sale a Campo Felice passando da Lucoli e Casamaina.

L’aria è decisamente freddina, e più si sale in quota più si sente. La sosta a Campo Felice ci regala lo spettacolo suddetto e da lì si riprende la strada verso l’Altopiano delle Rocche, con la galleria adesso a due passi.

Da Rocca di Mezzo scendiamo rapidamente verso Secinaro passando accanto al gruppo del Sirente coperto da grigi nuvoloni; la nostra destinazione è Anversa degli Abruzzi ma a Castelvecchio decidiamo di allungare un po’ passando dalle Gole di San Venanzio verso Raiano.

Passata la trafficata piana tra Sulmona e Pratola Peligna si riprende a respirare aria di monti sulla 479 per Anversa degli Abruzzi. La risalita attraverso le gole del Sagittario è sempre bellissima. Dopo quasi un secolo (era l’aprile del 2011) giriamo per salire a Castrovalva, borgo di poche case arroccato sopra le gole. Avremmo voluto pranzare lì ma la rocca era pressoché deserta. Giusto il tempo di godere il panorama e si riprende per Scanno dove la scelta di un ristorante guidati dall’ottimo fiuto di Alberto ci permetterà di godere di un pranzo abruzzese eccellente ed a prezzi contenuti!

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La salita a Passo Godi è sempre bellissima ed ogni volta incrocio lo sguardo verso una strada che appena fuori Scanno punta decisa verso sud, in apparenza sterrata ma percorribile, che prima o poi dovrò fare! Perché dell’andare in moto ciò che amo di più…è l’andare in moto! Lungo la discesa verso Villetta Barrea, poco dopo la piana del valico l’incontro con una volpe a bordo strada, e con tanto di fotografo armato di teleobiettivo, è stato altrettanto gradevole delle aquile, anche volpese meno emozionante. Non è la prima volta che vedo una volpe così domestica da quelle parti, era già successo giusto un paio d’anni fa.

Salita e discesa per il valico di Forca d’Acero col suo bellissimo passaggio nel bosco; e lungo la discesa, della serie non c’è due senza tre, un gruppetto di cavalli a spasso da soli lungo la statale. Della serie, in moto non sai mai così possa esserci dietro quella curva.

Caffè a Sora ed il resto è autostrada fino a Roma, con temperature decisamente più miti a scaldarci le ossa un po’ intirizzite.

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lunedì 22 agosto 2016

Cercavo refrigerio, non freddo!

In questo scampolo d’agosto e di ferie sono andato a cercarmi un po’ di fresco considerando i 35 gradi e l’afa di Roma di questi giorni. Non l’avessi mai detto: la dimostrazione che l’abbigliamento estivo in moto lo puoi mettere due o tre volte al massimo durante l’anno!

Partito di buon ora in un’ora e mezzo via A1 ero a Roccasecca e da qui la gradevolissima traversata della stradella che costeggia le gole del Melfa fino a Casalvieri dove mi attendeva la mia amica Nadia per il nostro incontro per lo meno annuale! Devo a lei la scoperta di quest’angolo di pre-Appennino davvero caratteristico! Colazione con lei, chiacchiere in libertà con un filo conduttore sottile! E riguardando il blog mi sono reso conto che più o meno un anno fa con Alberto c’eravamo passati.

Le temperature sono decisamente fresche anche se ancora gradevoli per i miei gusti.

Ripresa la strada la mia meta era il valico della Forcella da Vallerotonda: la prima parte della strada offriva una bella vista della piana di Cassino con una non comune vista della famosa abbazia da est; il secondo tratto, fino alla statale della Vandra mi era noto per esserci già passato anche se molti anni fa. La SS 627 della Vandra è sempre gradevolissima anche se lo stato del manto stradale lascia molto a desiderare come sempre. Raggiungo Colli al Volturno e risalgo lungo la bella salita della SS 158 verso Alfedena ma a metà strada decido di esplorare le Mainarde Molisane verso Montenero Val Cocchiara: niente di che, bella vista ma stradaccia.

Al bivio con la SS 17 decido di risalirla lungo il tracciato originale verso il valico di Rionero Sannitico e poi ancora a sud verso Isernia fino al Macerone. Incredibile ma vero! La SS 17 è ancora chiusa (sarà almeno quattro anni!) per frana al km 171,800, ma a differenza dell’ultima volta in cui c’ero passato, due anni fa, c’è un breve tratto di sterrato che unisce le due parti asfaltate. Decidendo che è inutile scendere fino ad Isernia per qualche curva in più faccio dietro front e ripercorro la stessa strada fino a Rionero dove entro nella variante in superstrada che mi porta rapidamente fino a Rivisondoli per una pausa pranzo.

L’aria si è fatta decisamente più freddina, il cielo è coperto con nuvoloni grigi e bassi attaccati al versante orientale della Maiella: decido di indossare la trapuntina di acetato sotto il giubbetto estivo traforato. A tratti piove. Non lo toglierò fino a Roma!

Sempre bella la strada verso Fara San Martino, peccato sia bagnata e viscida per un temporale appena passato. Mi godo il panorama del cielo che invece verso l’Adriatico è azzurro e limpido, si vede la striscia d’orizzonte del mare che è li a due passi in linea d’aria.

Disceso sulla SS 84 e poi la 81 verso Chiedi l’idea originale era rifarla almeno fino a Teramo e da lì rientrare verso l’Aquila dalla 80 ma è tardino e l’aria decisamente freddina (da questo versante il termometro indica 14 gradi, decisamente pochi visto tira anche vento) mi hanno un po’ provato e così attraversata la bruttissima(…)  cittadina, sempre per errore come lo scorso maggio, scendo sulla Tiburtina verso Popoli.

Da qui la tentazione di salire da Raiano lungo le gole di San Venanzio ed il valico di Forca Caruso è irresistibile. Sempre bellissimo questo tratto di Tiburtina non so più quante volte l’ho percorso in entrambi i sensi! Basta taggare Forca Caruso ed appaiono decine di post fino al 2006!

A Pescina salgo sulla A25 ed il resto è storia.

 

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venerdì 22 luglio 2016

Belli e fer(i)ali

Approfittando di un mio giorno di ferie non programmato con Alberto anticipiamo ad oggi l’uscita prevista per domani. Di giorno feriale come noto, si gira meglio! Ovviamente autotreni ovunque a parte, persino sui più remoti valichi appenninici. Mi ha sempre un po’ dato da pensare come l’assenza di altre infrastrutture tra Adriatico e Tirreno costringa il trasporto su gomma ad utilizzare antiche strade quali quelle a noi motociclisti piuttosto note. Strade così contorte che rimane piuttosto complesso sorpassarli anche con una moto, in macchina poi, se te ne trovi uno davanti te lo porti per decine di km!

Più o meno sulle orme della volta scorsa, ci avventuriamo ancora una volta per un lunghissimo giro tra le alte valli del Tevere e dell’Arno, ripercorrendo più o meno al contrario parte del giro già fatto.

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Alle 8 di buon’ora a Roma Nord velocemente percorriamo il tratto di A1 fino a Bettolle e da lì con un breve tratto di superstrada siamo a Tuoro sul Trasimeno per percorrere ancora una volta la bella strada che scende verso Umbertide. Pieno e colazione presso la solita area di servizio. L’aria è frizzante, quasi settembrina e più della scorsa volta, ma sconteremo dopo pranzo il quasi freddino della mattinata e delle quote sopra i 600 metri!

Con la E45 siamo in un attimo a Città di Castello e da qui via per tornanti e curvismi vari ci arrampichiamo fino al valico lungo la bella strada di Bocca Serriola, tra Umbria e Marche pesaresi. Da quando, ormai anni fa, hanno disattivato gli autovelox che costellavano il tratto umbro, quasi uno ogni chilometro, si viaggia più sereni perché, anche qualora lo si facesse entro i limiti dei 70 km/h non è bello ritrovarsi uno di quegli oggetti sbucare dal nulla dietro una curva! A Piobbico ci ristoriamo con un’acqua tonica, ghiaccio e limone e stuzzichini.

Su per Urbania e verso l’altrettanto bella strada del valico di Bocca Trabaria, verso ovest ancora una volta in direzione di San Giustino di nuovo sulla E45. E sì, questa strada merita decisamente più ad esser percorsa verso Ovest, la salita al valico è molto più divertente che non farlo dal lato umbro.

Belli E FeraliDopo un breve consulto sul da farsi raggiungiamo rapidamente con la E45 il bivio tra Verghereto e Bagno di Romagna e da lì, con gran soddisfazione, ripercorriamo, dopo un anno per quel che mi riguarda, la bellissima strada del valico dei Mandrioli che porta nel casentinese aretino, sotto le belle cime dell’eremo di Camaldoli dove sono passato solo una volta, nel 2011! E’ un percorso affascinante, dapprima lungo i costoni rocciosi ed aspri di un ampia vallata e poi sale deciso entrando nei boschi che ti accompagnano per una decina di km senza sosta.

A Badia Prataglia, e siamo di nuovo in Toscana, una meritata sosta con spuntino a base di una gustosissima piadina pecorino e prosciutto! Il caldo inizia a farsi sentire deciso.

Vista l’ora decidiamo di evitare di salire fino al valico della Calla per poi riscendere e tiriamo dritto per Poppi dove ci aspetta un altro bel valico, l’ultimo di oggi: quello della Consuma, anche questo a me molto noto ma sempre affascinante. Oggi è stata la prima volta che l’ho percorso verso Ovest! I diversi cartelli che indicavano Vallombrosa alla nostra sinistra erano davvero invitanti…entrare nei boschi e non uscirne più fino a sera! Il caldo del fondovalle fiorentino, notissima per essere un pozzo afoso, inizia a farsi sentire davvero e soprattutto, occhio agli autovelox imboscati dei vari paesini: la Toscana è tristemente famosa per le sue macchinette mangiasoldi mascherate da strumenti di prevenzione!

Arrivati a Pontassieve, due passi da Firenze, si scende di nuovo verso Figline Valdarno e Incisa ma solo per deviare verso Ovest ancora una volta: Greve in Chianti.

La passeggiata lungo le bellissime colline chiantigiane, lungo la SR 22 tra vigneti, uliveti ed antichi casali, è davvero bella. Non passavo da qui dal lontanissimo 2008, mentre andavo a Vicenza, e dove fui castigato proprio da un autovelox di chissà quale remoto paesino chiantigiano! Bella ma da ripetere in stagioni più miti, se non fosse per la distanza da Roma. L’aria è torrida ed un minimo di refrigerio lo senti solo in movimento.

Raggiunta la periferia di Siena la camminata dal raccordo autostradale verso Bettolle ed il tratto di A1 fino a Roma è storia e noia, compresi i quasi 6 km di coda per un incidente tra autotreni che, fortunatamente per noi, abbiamo superato procedendo lentamente sulla corsia d’emergenza o tra le file di auto pressoché ferme!

Ed anche oggi abbiamo superato i 700 km quotidiani, parecchi di autostrada e superstrada vero, ma sempre qualche centinaio…in piega quanto basta! Per quest’anno credo che basti allontanarsi così da Roma.

Segnalo:

Provinciale del valico di Bocca Serriola tra Città di Castello e Piobbico.
SS 73bis Valico di Bocca Trabaria tra Urbania e San Giustino
SP 26 del valico del Carnaio tra San Piero in Bagno e Santa Sofia
SR 71 del valico dei Mandrioli tra Verghereto e Poppi
SR 70 del valico della Consuma tra Poppi e Pontassieve
SR 22 del Chianti

Di seguito trovate i link ai video girati da Alberto su questi ultimi tre percorsi.

 

 

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mercoledì 29 giugno 2016

Alla faccia del giretto!

DIABLO

 

Come quasi ogni anno approfitto della festività romana per andarmene a zonzo laddove è invece giorno feriale.

Che avesse dovuto essere un gran bel giro lo sapevamo, approfittando della bella stagione e delle tante ore di luce, ma che, partito da casa poco prima delle 7:30 (!) addirittura si protraesse fino alla 22:30, ora del mio ingresso in garage al ritorno, chi lo immaginava? Certo l’imprevisto ci ha messo del suo ma tutto sommato non è stata la causa principale. E comunque non era mai successo che ci si trovasse alle 20 così lontani da casa.

Alla fine della giornata abbiamo percorso circa 850 km, di cui almeno 400 di curve per ogni gusto su strade bellissime e che, almeno una volta l’anno meritano d’essere percorse!

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Appuntamento di buon’ora, alle 8, all’area di servizio del casello Roma Nord. La giornata si presenta bene, non eccessivamente calda e sicuramente nei tratti montani incontrati la temperatura era decisamente più che gradevole visto anche l’abbigliamento estivo.

La prima tappa è Sansepolcro e decidiamo di raggiungerlo via A1 fino a Bettolle –cappuccino e bombolone con Nutella- e da lì con la superstrada fino a Tuoro sul Trasimeno, meta di un’uscita recente e poi giù verso la valle del Tevere all’altezza di Umbertide con, tanto per scaldare le gomme un primo piccolo valico e discesa morbida in una bella vallata.

2016-06-29 11.26.53Breve passaggio di E45 fino a Sansepolcro e da lì in poi si inizia a piegare davvero. La statale del valico di Viamaggio non la ricordavo così bella, si arrampica in fretta verso la dorsale che separa l’Umbria da Toscana e Romagna ed anche la discesa lungo da stretta valle del Marecchia merita. Gradevole incrociare con due motociclisti spagnoli carichi di bagagli che si gustavano la discesa lentamente. Sosta ristoratrice a Pontemessa sorseggiando una tonica seduti sul muretto a chiacchierare. Siamo a soli 40 km da Rimini!

Con una stradella impervia si punta a nord verso Sarsina 2016-06-29 13.28.57passando da S. Agata Feltria e godendo di un bellissimo panorama sull’Appennino romagnolo e le colline del Montefeltro. In breve tempo siamo già a Sarsina e da qui fino a San Piero in Bagno si passeggia veloci sul vecchio percorso della statale. Senza soste, giusto il tempo di attivare la telemetria di Diablo Super Biker, su verso Santa Sofia attraverso il bellissimo valico del Carnaio e poi ancora su sulla SS 310 del valico della Calla, tra Romagna e Toscana: sarà la quinta o sesta volta che passo da qui, fin dalla prima volta nel giugno del 2008 in occasione del raduno di Vicenza, ma è sempre bellissimo. La salita attraverso la foresta di Campigna, l’aria frizzante!

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Ottimo e gustoso pranzetto nel bosco, chiacchiere a ruota libera e via di discesa fino a Stia e poi Bibbiena. La Toscana si fa sempre riconoscere per i suoi insidiosissimi autovelox piazzati dove meno te l’aspetti pronti a far cassa rapida ai danni di incaute, per le tasche, ed innocue distrazioni!

Da Bibbiena altra coppia di valici mitici. Chiusi della Verna con il santuario francescano che si mostra improvviso sulla sommità, ed il valico dello Spino con la bellissima discesa verso Pieve Santo Stefano. Da qui un altro pezzetto di E45 ci porta all’inizio dell’ultima deviazione curvosa tra Umbrie e Marche e ritorno.

2016-06-29 17.55.13A San Giustino su per il valico di Bocca Trabaria verso Mercatello sul Metauro e l’omonima vallata, spettacolare il passaggio a mezza costa con la strada in piano che si snoda in uno zig zag continuo di curve quasi tutte ad angolo retto. Ad Urbania si punta a sud verso Piobbico e dopo tantissimi anni ritrovo la vista del Catria da Nord che offre uno spettacolo notevole! Da Piobbico ad Apecchio e via su verso il valico di Bocca Serriola che ci riporterà sulla E45 all’altezza di Città di Castello dove ci aspettano un paio d’ore tra superstrada ed autostrada.

O meglio, dove ci avrebbe riportato se non avessimo trovato l’inconveniente!

Strada chiusa! Un vigile urbano cortese ma fermo ci dice che c’è un camion ribaltato più avanti, la gru del pompieri, non si passa. Ma neanche una moto spinta a piedi? Niente. E ci sconsiglia anche la strada bianca che dal valico va fino a vattelappesca…troppo bianca anche per noi.

Cosicché dietrofront di nuovo giù fino a Piobbico e da qui proseguiamo per Acqualagna ad incrociare la Flaminia poco a nord di Cagli. Tutto sommato la cosa ci porta a percorrere una bellissima strada tagliata nelle gole scavate dal fiume Candigliano, lo stesso fiume delle bellissime gole del Furlo (qui un mio giro del 2011 con video delle gole).

Ultima sosta per un pieno e per prepararsi al tappone fino a Roma senza farci mancare il bel valico di Scheggia ed il tratto di Flaminia da Spoleto a Terni percorso quando c’è ancora abbastanza luce per delle pieghe interessanti. Musica in cuffia, seduta sulla parte mordiba della sella e via.

A proposito di Terni e di imprevisti. Deviazione dentro la cittadina per interruzione della superstrada tra le uscite Est ed Ovest e, a due km da casa, strada interrotta ed altro giro di Peppe!

La prossima volta? Tutto il medesimo percorso di oggi da ripercorrere assolutamente al contrario!

Segnalo:

SP 258 del valico di Viamaggio ed alta Val Marecchia
SS 73bis Valico di Bocca Trabaria tra San Giustino ed Urbania
Valico di Bocca Serriola tra Piobbico e Città di Castello
SP 26 del valico del Carnaio tra San Piero in Bagno e Santa Sofia
SS 310 del valico della Calla tra Santa Sofia e Stia
SP 60-SP 47 del valico della Verna e dello Spino tra Bibbiena e Pieve Santo Stefano
SS 257 della valle del Candigliano
SS 3 tra Cantiano e Scheggia
SS 3 tra Spoleto e Terni

MAPPA

domenica 29 maggio 2016

SS 81 Piceno-Aprutina. Spettacolo!

 

Ci sono strade che per essere raggiunte richiedono di percorrere un paio d’ore in moto prima di iniziare a godersele davvero ma questa, del tutto nuova per me e per Alberto per almeno due terzi del suo percorso, è una di quelle! Sicuramente da tornarci magari in stagioni più miti ripercorrendola dalla Val di Sangro verso nord e goderne i paesaggi!

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Con le gomme nuove di pacca (confermo l’ottimo rapporto qualità-prezzo delle Metzler Sportec M7 RR) l’appuntamento è di buon ora alla rotonda di Passo Corese e visto che sono in anticipo, come sempre, me la prendo comoda traversando la città e facendo tutta passando da Monterotondo Scalo il che, per me, significa un’oretta di moto buona da aggiungere a tutto il resto!

Passeggiando tranquillamente ci godiamo la Salaria sempre gradevole soprattutto dopo Antrodoco e con una pressoché obbligatoria sosta cappuccino alle Terme di Cotilia che offre dolci artigianali ottimi in uno dei tanti chioschi sulla strada.

Giornata calda, si sente già dalle prime ore del mattino ed intorno alle ore centrali ne subiremo gli effetti visto che ci ha colto ancora vestiti con il giubbetto di pelle!

La SS 81, si snoda lungo la dorsale collinare adriatica, percorrendo tutta la fascia pedemontana abruzzese ad una ventina di km in linea d’aria dal mare; ne ricalca l’andamento dolcemente tortuoso ricordando per molti aspetti le colline marchigiane, anche se qui in complesso c’è meno verde. Da Ascoli Piceno a Teramo è il tratto a noi molto noto, percorso in entrambe le direzioni più volte e con ogni stagione. Ma da Teramo in poi è stata una vera scoperta!

Da Ascoli sale rapidamente con un tratto molto tecnico e divertente su un altopiano e da lassù si comincia a godere dello spettacolare massiccio del Gran Sasso che si avvicina e che accompagna verso ovest il paesaggio con tutte le sue cime ed i due corni bene in vista fino ad oltre Penne. E quando il Gran Sasso si inizia a lasciarselo alle spalle ecco che verso Chieti appare a sud l’altrettanto imponente massiccio della Maiella. Peccato la foschia da calura di ieri che non consentiva di godere appieno la vista delle cime ancora a tratti molto innevate.

Da Teramo verso Cermignano, Penne, Passo Cordone, Penne, Ceppagatti e Chieti, passando dal teramano al pescarese la strada è tutta un saliscendi con cambi di direzione continui, da est ad ovest, verso sud e per brevi tratti anche quasi tornando indietro verso nord, a seguire le curve di livello delle colline preappenniniche.

Dopo Chieti, in cerca di frescura, anziché proseguire sulla 81 e poi verso la val di Sangro puntiamo diretti su a Passo Lanciano dove ci godiamo un caffè e l’aria fresca. La discesa verso la Tiburtina da Passo Lanciano è sempre maestosa, con una splendida vallata ricolma di ginestre in fiore sulle sinistra ed i pendii del massiccio alle spalle che sul versante nord lo fanno somigliare ad una gigantesca collina. Ci si dimentica spesso che la Maiella è il secondo gruppo più alto dell’Appennino subito dopo il Gran Sasso.

Una cosa mi ha colpito parecchio. La scarsissima quantità di mezzi in circolazione lungo tutto il tratto della SS 81 percorso. Soprattutto dopo Teramo!

Dopo Popoli la deviazione è quasi obbligatoria. Via per Raiano, attraverso le mitiche gole di San Venanzio fino a Castevecchio e poi su e giù per la spettacolare Tiburtina del valico di Forca Caruso che avremo fatto almeno una dozzina di volte!

Caffè e via di autostrada fino a casa!

 



Segnalo:
SS 81 – tutta, da percorrere senz’altro anche nel tratto terminale fino ad incrociare la SS 84 della Val di Sangro

MAPPA